Ciao Beatrice,
in generale, le dimensioni (riflessive) di primo ordine di un costrutto di secondo ordine condividono una parte di varianza comune ed è, quindi, normale che siano tra loro correlate in quanto esprimono un unico fattore di secondo ordine. Allo stesso tempo, devono rappresentare dimensioni concettualmente distinte dello stesso costrutto. E’ preferibile, quindi, che anche in un modello di secondo ordine vengano soddisfatti i requisiti della validità discriminante.
La letteratura propone diversi metodi per poter valutare un modello CFA higher-order. Condivido due riferimenti che spero possano essere utili per chiunque volesse approfondire:
Rindskopf, D., & Rose, T. (1988). Some theory and applications of confirmatory second-order factor analysis. Multivariate behavioral research, 23(1), 51-67.
Credé, M., & Harms, P. D. (2015). 25 years of higher‐order confirmatory factor analysis in the organizational sciences: A critical review and development of reporting recommendations. Journal of Organizational Behavior, 36(6), 845-872.
Grazie per il tuo contributo! Maria Antonietta Raimondo
